Recensione Ferrari Challenge Trofeo Pirelli

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Un applauso alla System 3 che ha deciso coraggiosamente di puntare su una casa automobilistica italiana poco conosciuta per sponsorizzare il suo nuovo gioco di guida. Voi l’avete mai sentita nominare la Ferrari?

 Scherzi a parte, oltre che per il sottoscritto il mitico F355 Challenge di SEGA deve essere stato uno dei titoli che più ha impressionato il buon Mark Cale della System 3, tanto da fargli decidere di provare a rinverdirne i fasti con questo Ferrari Challenge Trofeo Pirelli. Previsto anche per PS3, PS2 e DS, il titolo sviluppato da Eutechnyx arriva su Wii a riempire un vuoto nella softeca della console Nintendo. Per chi prima di lanciarsi in pista preferisce prendere confidenza con le vetture del Cavallino Rampante è presente un comodo tutorial, che permette di girare sulla pista di Fiorano sotto la guida dell’istruttore Tiff Needel che nel suo perfetto inglese elargirà preziosi, beh insomma, consigli per migliorare il proprio stile di guida. In effetti il tutorial serve a poco, molto meglio andare nelle opzioni e settare gli aiuti in base alle proprie abilità; è possibile abilitare la traiettoria ideale per tutta la pista o solo nei punti di frenata, scegliere tra il comodo cambio automatico, il semi-automatico che scala le marce da solo o l’impegnativo manuale. Qui nasce il primo problema di questa versione Wii di Ferrari Challenge Trofeo Pirelli: l’impossibilità di usare al meglio il cambio manuale. Nella configurazione con il Nunchuk il cambio è assegnato ai tasti 1 e 2, ciò porta ad usare un’impugnatura innaturale per cambiare con il pollice. Usando solo il wiimote le cose non vanno meglio, infatti si cambia inclinando il telecomando in alto e in basso, immaginate la confusione se si utilizza il motion sensing del wiimote anche per sterzare. Ultima cosa che vi consiglio di cambiare è la durata delle gare, impostata di default a 15 minuti. Infatti le gare in FCTP non hanno una durata in giri ma in minuti, quando il cronometro si è azzerato e si passa sulla linea del traguardo inizia l’ultimo e decisivo giro. Dopo aver settato i vari parametri sarà possibile scegliere tra diverse modalità di gioco; tralasciando la Gara Singola e Prova a tempo, che credo non abbiano bisogno di spiegazioni, si hanno a disposizione Arcade, che presenta quattro livelli di diversa difficoltà, formati ognuno da quattro piste diverse da giocare senza sosta una dopo l’altra, oppure il Challenge permette di partecipare al famoso F430 Challenge in Italia, Europa ed America. Ciascuna zona è formata da sei eventi più le finali mondiali, ogni evento è composto da una singola sessione di qualificazione più due gare separate (nella seconda l’ordine di partenza rispecchia l’arrivo della prima). E’ possibile intervenire sulla vettura modificando l’altezza dal suolo, la rigidità delle sospensioni e degli ammortizzatori ed altre cose che faranno tanto felici i meccanici in erba. Il Trofeo è molto simile ma è possibile partecipare con tutte le auto che si hanno nel garage ed ogni prova è formata da tre gare senza qualifiche. Stranamente la durata delle gare del trofeo è fissata in dieci minuti a prescindere da quanto settato nelle opzioni. Le gare sono piuttosto combattute, specie se si escludono tutti gli aiuti, ma il numero ristretto di partecipanti limita un poco il senso di sfida. Un difetto va trovato nella mancanza di penalità in caso di tamponamenti, mentre in caso di tagli di chicane viene assegnata una sorta di penalità immediata, infatti l’acceleratore smette di funzionare per una manciata di secondi.

Graficamente FCTP conta auto disegnate in maniera più che discreta e piuttosto fedeli delle loro controparti reali. Nella visuale interna non aspettatevi il tachimetro che funziona, inoltre la porzione di pista visibile è troppo limitata dal cruscotto in basso e dal tetto in alto con conseguenti effetti deleteri sulla giocabilità. Il punto dolente è la pessima gestione dei danni: i vari colpi, subiti e dati, si ripercuotono in maniera poco realistica sulle carrozzerie, i vetri si incrinano a malapena se si va a sbattere contro un muro a 200kmh, e la loro riproduzione appare molto grezza, i pezzi si staccano ma la carrozzeria non si deforma rimanendo di una colorazione nera (vedere QUI per capire cosa intendo). Inoltre anche dopo vari incidenti la meccanica delle vetture continua ad essere perfetta, un vero peccato per un gioco che ambisce ad essere simulativo. Capisco che il Wii non sia una PS3 o una Xbox 360 ma qui siamo quasi ai livelli di PSX. La poca cura riservata a questo settore è sintetizzata dalla visuale esterna in cui si vede una piccola porzione di cofano, in questo caso attivando la vista posteriore il cofano apparirà molto meno danneggiato di quanto non appaia con le altre visuali. Se volete un consiglio eliminate i danni dal menù delle opzioni, i vostri occhi vi ringrazieranno. I tracciati soffrono del fenomeno del pop-up, per il quale le costruzioni o gli alberi appaiono all’improvviso, ma è una cosa sulla quale si può sorvolare. L’effetto pioggia non è il massimo mentre la velocità rimane costante e non ci sono cali di frame rate, ma bisogna tenere conto che in pista ci sono solo otto vetture. Sonoro nella media, buoni i rombi dei motori meno gli effetti degli incidenti. Musiche molto anonime di cui è meglio azzerare immediatamente il volume.
 
Conclusioni

Mi aspettavo grandi cose da questo gioco e per questo sono rimasto piuttosto deluso. L’idea di base era buona ma è rovinata da troppi difetti, alcuni gravi, altri meno evidenti. Ferrari Challenge Trofeo Pirelli rimane comunque un titolo discreto ma indirizzato ai fan sfegatati della scuderia di Maranello, che troveranno imperdibile il gioco di carte incluso, gli altri dovranno aspettare ancora per avere una simulazione di guida su Wii.

Voto e foto

Recensione Ferrari Challenge Trofeo Pirelliultima modifica: 2008-09-16T07:55:48+00:00da fanboy76
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