Recensione Soulcalibur Legends

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Mentre i possessori di PlayStation 3 e Xbox 360 se le danno di santa ragione grazie a  Soulcalibur IV, gli utenti Wii possono scoprire i retroscena che hanno portato Siegfred a trasformarsi in Nightmare in questo esclusivo Soulcalibur Legends.

Questo episodio in esclusiva per Nintendo Wii si inserisce come linea temporale tra i primi due capitoli della serie Namco. Ci troviamo nel sedicesimo secolo, la spada malefica Soul Edge e Soul Calibur, la spada sacra creata unicamente per distruggere la prima, sono tornate  allo scoperto dopo secoli in cui erano rimaste nell’ombra. Tre persone desiderano possederle per avere il potere assoluto: Barbaros, sultano usurpatore dell’Impero Ottomano, l’Imperatore Mascherato, sovrano del Sacro Romano Impero, ed un ragazzo che aveva perso tutto, ovvero Siegfred, uno dei personaggi chiave della serie e sempre presente in tutti gli episodi finora usciti. Il gioco ha inizio con un flashback nel Regno di Spagna, nei dintorni di Granada: in seguito a delle voci sulla possibile presenza della Soul Edge, Siegfred si trova su un vascello pirata abbandonato per cercarla. Dopo averla recuperata torna sul ponte della dove lo aspetta lo scontro con Cervantes, Siegfred ha la meglio ma la spada malefica sprigiona tutta la sua energia generando un’intensa luce che avvolge il mondo intero. Da questa luce vengono generati gli Evil, dei mostri orribili che cacciano gli uomini e distruggono i regni che incontrano su loro cammino. Sei mesi dopo il malvagio Barbaros ha creato un esercito di queste creature e sta assediando Vienna, l’Imperatore Mascherato chiede a Siegfred di recuperare i frammenti della Soul Edge per sconfiggere Barbaros. Siegfred inizierà il suo peregrinare nell’intento di riunire la spada malefica aiutato dal giullare Iska, durante l’avventura si uniranno al gruppo vari personaggi della serie, ovvero Ivy, Taki, Sophitia, Mitsurugi, Astaroth, e la guest star Lloyd Irving, protagonista di Tales of Symphonia. Soulcalibur Legends è in pratica un picchiaduro a scorrimento, per intenderci una sorta di Dynasty Warriors della Koei ma con un numero di avversari da affrontare molto esiguo. I comandi sono semplici ed intuitivi, Il Nunchuk serve per muoversi, scuotendolo si effettuano dei leggeri scatti utili per evitare gli attacchi nemici, muovendo il Wiimote nelle varie direzioni si effettuano affondi, colpi verticali ed orizzontali ed attacchi forti. Premendo il tasto B si salta, con A si blocca il bersaglio su un nemico specifico, con Z ci si para mentre con C si effettuano gli attacchi speciali, a condizione di avere energia spirituale a sufficienza. Per questo è importante raccogliere i globi verdi nascosti nelle casse e in altri oggetti, assieme alle ampolle che rigenerano l’energia vitale. Soulcalibur Legends è tutto qui: si avanza, si sconfigge un certo numero di nemici e si rompe qualche cassa, fino a scontrarsi con uno dei boss. Ci sono dei puzzle occasionali, come il dover colpire delle lanterne o girare delle statue  per aprire delle porte, ma sono troppo semplici per rappresentare un ostacolo per un giocatore medio. Il dover gestire una coppia di personaggi durante ogni livello aggiunge un minimo di strategia al gioco, difatti quando uno dei personaggi è a corto di energia è consigliabile metterlo da parte e riprenderlo solo per fargli raccogliere eventuali ampolle energetiche, ma questo non risolleva un gameplay troppo ripetitivo e privo di sorprese. Il sistema di combo è ben studiato ma è rovinato da un rilevamento dei movimenti migliorabile, alla fine si preferisce muovere il Wiimote a casaccio per eliminare i nemici, piuttosto che usare una tattica più studiata. Anche la longevità è piuttosto bassa, in meno di sette ore si può giungere alla fine del gioco ed a poco valgono extra come la quarta arma sbloccabile o le modalità multiplayer giocabili con o contro un amico. Anche tecnicamente Soulcalibur Legends non si fa notare per le sua qualità: personaggi principali e boss sono discretamente disegnati ed animati mentre i nemici minori sono poco curati e si ripetono in continuazione. I vari ambienti non si fanno notare per numero di particolari, ma cosa ancor peggiore è che li avrete visitati tutti dopo pochi capitoli. La telecamera è semplicemente orribile, cambia repentinamente inquadratura generando nel giocatore confusione e nervosismo. L’unica soluzione è disabilitare il lock-on automatico sui nemici tenendo premuto il tasto A. Il sonoro è probabilmente la cosa migliore di questo gioco, il doppiaggio in inglese o giapponese è buono  e le musiche di stile sinfonico ben si adattano all’atmosfera.

Conclusioni

Soulcalibur Legends è l’esempio lampante di come non tutte le ciambelle riescono col buco. La serie regolare si è sempre mantenuta su livelli qualitativi medio alti, questo spin off per Wii annaspa nel mare della mediocrità. Troppo ripetitivo a livello di situazioni e giocabilità, si tratta di un gioco dedicato espressamente ai fans della serie ed a quelli che impazziscono per questo genere.

 

 Recensione con foto e valutazione

 

Recensione Soulcalibur Legendsultima modifica: 2008-09-02T13:51:00+00:00da fanboy76
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