Recensione Super Smash Bros. Brawl

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Super Smash Bros. Brawl, uno dei giochi più attesi dagli appassionati Nintendo, è arrivato finalmente anche in Europa. Tutti i personaggi più significativi dell’universo Nintendo si sono dati appuntamento per darsele di santa ragione, ma in allegria, senza rancore. E per dimostrare l’importanza dell’occasione sono stati invitati anche due ospiti d’onore come Sonic the Hedgehog e Solid Snake

 Una buona campagna acquisti ma il gioco di squadra resta fondamentale

Con questo terzo episodio Nintendo poteva tranquillamente dormire sugli allori, presentando la solita minestra riscaldata che tanto va di moda nel mondo dei videogames, tanto avrebbe venduto lo stesso migliaia e migliaia di copie. Invece i capoccia della grande N hanno compiuto notevoli sforzi per migliorare un gioco già notevole.  A cominciare dal roster dei personaggi, ripulito dai doppioni, e francamente inutili, come Dr. Mario o Young Link, ed ampliato grazie a molti innesti di qualità, sia di casa Nintendo (su tutti Wario, Capitan Falcon da F-Zero, Ike da Fire Emblem e Pit da Kid Icarus), sia presi in prestito da Konami (Solid Snake) e SEGA (Sonic). Il risultato sono 35 personaggi, escluse le trasformazioni, tra vecchie conoscenze e nuovi arrivi, tra lottatori di una certa stazza ed altri che puntano sulla velocità. Alcuni sembrano un po’ dei pesci fuor d’acqua, il buffo Olimar tutto può fare tranne che picchiare, altri francamente appaiono dei riempitivi ma per tutti l’obiettivo è scagliare gli avversari fuori dallo schermo usando le proprie tecniche. Super Smash Bros. Brawl  infatti si differenzia dai picchiaduro classici per la mancanza delle barre energetiche, sostituite da un dannometro la cui percentuale aumenta ad ogni colpo subito. Più è alta la percentuale più si viene scagliati lontano con conseguente maggiore difficoltà a rimanere negli stages, tutti composti da un numero variabile di piattaforme più o meno stabili. Il tutto si risolve nel danneggiare quanto più possibile i nemici per poi accaparrarsi la Palla Smash per infliggere uno Smash finale in grado di eliminare anche più avversari nello stesso momento. Ma descrivere Super Smash Bros. Brawl come un semplice picchiaduro sarebbe fuorviante, nonchè riduttivo. Lo si intuisce in particolare nella nuova modalità avventura, denominata L’Emissario del Subspazio, un’avventura dedicata espressamente al singolo giocatore (è possibile giocare in due ma il secondo personaggio svolge un ruolo marginale), che miscela sapientemente botte e azione platform come non se ne vedeva da secoli. Per combattere le forze del male in una serie di livelli che si sviluppano in orizzontale o verticale, pieni di riferimenti ai vecchi platform Nintendo, come i barili di Donkey Kong Country, si potrà scegliere un team formato dai personaggi sbloccati (sei componenti saranno selezionabili negli ultimi livelli) e potenziabili tramite gli adesivi raccolti durante il gioco. Inoltre maggiore è il livello di difficoltà impostato maggiore è la probabilità di incontrare gli adesivi  più rari ed efficaci, e questo alza di molto il fattore rigiocabilità di una modalità già longeva di suo e che non avrebbe sfigurato anche come gioco a se stante. E’ rimasta comunque la modalità Classica per un giocatore con una serie di personaggi scelti a caso da affrontare, con alcune variazioni come Scontri titanici, Scontri metallici e Lotte di Squadra. Sbloccando tutti i personaggi si rende disponibile la Modalità All Star, un survival mode in cui si dovranno battere uno dopo l’altro personaggi singoli o a gruppi avendo a disposizione solo tre cuori per abbassare il proprio dannometro. Gli Eventi sono dieci sfide prestabilite giocabili anche in due, con obiettivi che possono andare ben oltre al semplice annientamento dell’avversario. Per ultima c’è la modalità Stadio, che presenta quattro minigiochi, ovvero Bersagli Smash, Gara di Home-run, Brawl multiplo e Sfida i boss. Per le partite tra amici sono presenti le modalità Brawl e Brawl speciale, dove è possibile sfidarsi in combattimenti a tempo, in cui vince chi ha sconfitto più nemici, a vite, nelle quali vince chi resta in piedi, oppure a monete, dove per vincere bisogna avere la migliore differenza tra monete raccolte e monete perse. Nella seconda modalità è possibile settare una serie di parametri aggiuntivi come la presenza dei punti vita, la gravità e la velocità di gioco o diverse caratteristiche per i personaggi (grandezza, corpo d’acciaio o trasparente, stato curry o riflettente) per rendere le partite più varie. Se si è in molti possono tornare utili le modalità Rotazione e Torneo, la prima permette di giocare fino a 16 amici, potendo decidere anche le regole di uscita dalla partita. La seconda è il classico torneo con tabellone tennistico al quale possono partecipare anche 32 giocatori. Grande novità è l’online disponibile grazie alla Nintendo Wi-Fi Connection, è possibile registrare i codici amico in modo da controllare lo stato dei nostri amici ed invitarli per una sfida in cui sarà possibile anche scambiarsi brevi messaggi predefiniti. Stranamente le partite contro sfidanti casuali non permettono tutto questo, anche i nomi dei giocatori rimangono anonimi e le statistiche non vengono salvate. Graficamente ci troviamo di fronte al miglior gioco mai visto su Wii dopo Mario Galaxy, per i personaggi ben disegnati ed animati correttamente ma soprattutto per la varietà degli stages, dal Ponte di Oldin di Zelda al castello assediato di Fire Emblem, dalla Yoshi’s Island coi suoi colori pastello e i cambi di stagione al pianeta lontano di Pikmin con le sue improvvise piogge torrenziali. Da ogni singolo pixel si capisce la cura profusa dai programmatori e tanta magnificenza non inficia minimamente la fluidità dell’azione. Stesso discorso per il sonoro che punta su versioni riarrangiate e remixate di motivi famosi presi in prestito dalle serie con protagonisti i personaggi. Ogni scenario avrà i suoi brani con la possibilità di impostarne la frequenza. Il doppiaggio in italiano aiuta ad affezionarsi ai personaggi ma risulta ripetitivo molto velocemente.

Conclusioni

Lo ammetto, non ho mai giocato il primo episodio su Nintendo 64 e reputo Super Smash Bros. Melee su Gamecube un gioco molto sopravvalutato. A maggior ragione non mi spiego come il dischetto di Super Smash Bros. Brawl stazioni da ormai un paio di settimane dentro al mio Wii e non voglia saperne di uscire. Ok, ho avuto la iella della rottura del tasto eject, ma indubbiamente il picchiaduro Nintendo ha parecchi punti di forza. La modalità Emissario del Subspazio riuscirà ad appassionare anche chi non sopporta questo genere di giochi, l’online garantisce divertimento puro e duraturo e la possibilità di crearsi le proprie arene di combattimento e condividerle con gli altri giocatori è un particolare mica da poco. Unica raccomandazione è quella di procurarvi uno o più pad del Gamecube per sfruttare al massimo quello che Super Smash Bros. Brawl può offrire. VOTO: 9

Recensione Super Smash Bros. Brawlultima modifica: 2008-08-16T15:13:00+00:00da fanboy76
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